Studiare e lavorare a tempo pieno contemporaneamente? Ti racconto la mia esperienza e qual è il fattore che mi ha fatto avere successo!

Ciao! In questo nuovo articolo del blog ho deciso di raccontarti un pò della mia storia e come sono riuscito a studiare e lavorare a tempo pieno contemporaneamente riuscendo a conciliare il lavoro con lo studio e tutto il resto – senza impazzire – laureandomi velocemente e con voti alti, anche se avevo meno della metà del tempo rispetto ai miei colleghi di corso NON lavoratori e anche se non potevo seguire tutte le lezioni.

E lo faccio perché sono sicuro che la mia esperienza possa aiutarti a migliorare la tua attuale situazione universitaria, a dare più materie a sessione con voti più alti della tua stessa media e a concludere più velocemente possibile il tuo percorso universitario da studente lavoratore full time.

Come?

Continua a leggere e lo scoprirai!

Ecco spiegato come sono riuscito a studiare e lavorare a tempo pieno contemporaneamente!

come sono riuscito a studiare e lavorare a tempo pieno contemporaneamente

In qualità di studente lavoratore e per tutta la durata del mio percorso universitario magistrale in Giurisprudenza ho fatto diversi lavori, sia part-time che full-time.

Uno di questi è stato proprio fare l’agente per uno dei più grandi colossi assicurativi in Italia e nel mondo.

In pratica: prendevo appuntamenti, andavo con la valigetta in mano a bruciare gasolio in giro per la città incontrando potenziali clienti con cui concludevo contratti da migliaia e migliaia di euro.

Se hai mai fatto un lavoro di vendita porta a porta di questo tipo o lo stai magari facendo adesso, sai benissimo quanto possa essere stancante e frustrante.

Altrimenti: fidati di me.

Lo è, e anche tanto.

Prendi spesso dei clamorosi “NO”, dei vaffanculo, porte in faccia, trovandoti spesso ad attraversare ore di traffico e crisi di nervi solo per arrivare nel luogo in cui dovevi incontrarti con un cliente, tranne poi scoprire che…

… lui si era dimenticato tutto, e l’appuntamento era saltato.

Questo, mentre in parallelo preparavo Procedura Civile all’Università, che se non fai Giurisprudenza è una delle materie più pesanti da studiare!

Il mio lavoro a tempo pieno, però, mi ha insegnato tantissimo.

conciliare studio lavoro vita privata

Ed è proprio tramite questa esperienza che ho acquisito davvero più consapevolezza di me

Ma… Attenzione!

Non subito e dopo davvero tanto tempo.

In che senso?

Seguimi…

Quando iniziai a fare questo lavoro a tempo pieno, dai primi giorni e per i primi mesi, la prima fase in cui mi trovai fu quella dell’”Interesse sparato a mille”.

Avevo l’entusiasmo per una cosa nuova, difficile e per questo sfidante.

E allora mi misi semplicemente a farla, con tutto me stesso, senza ancora capire un cazzo delle conseguenze e implicazioni che fare quel lavoro avrebbe portato nella mia vita.

Ero immerso in quella situazione, avevo l’argento vivo addosso, e una voglia incredibile di imparare cose nuove diventando sempre più bravo.

Ed ero curioso di capire come sarei stato visto dagli altri e quanto importante era lavorare in quell’azienda, specialmente quando hai meno di 30 anni – come li avevo io – e l’azienda in questione è davvero importante.

Nel mio caso e in questa fase, un ruolo chiave l’aveva giocato il fatto che per essere assunto in quell’azienda, avevo dovuto superare 4 diversi colloqui difficilissimi.

Non 1 o 2, ma 4!

Alle prime selezioni eravamo più di 50 ad essere stati ammessi, e man mano erano state tagliate fuori persone anche molto valide, fino a rimanere soltanto in due.

E io ero uno di quelli.

Capisci come ero gasato e carico per quello che mi sarei trovato a fare, anche se non sapevo ancora bene di cosa si trattava???

Dopo la fase dell’”Interesse sparato a mille”, venne quella del “Minchia, però è davvero dura…”

situazione davvero dura

Non sapevo quello che mi sarei trovato ad affrontare, e dopo i primi mesi di super-iper-curiosità ed interesse per quel lavoro, iniziai a capire cosa mi attendeva.

Procedure, protocolli, orari di lavoro che iniziavano a sembrare interminabili, appuntamenti difficili da gestire, che spesso si concludevano con “Mmm tutto bello, guardi facciamo così: ne parlo in famiglia e mi faccio risentire io!”.

Che in gergo avevo iniziato a capire che significava:

“Non mi interessa, giri al largo!”

Ma al di là del lavoro in sé, avevo capito che lavorare a tempo pieno era più dura di quanto mi aspettassi.

Il peso del lavoro si faceva sentire, tanto che studiare era diventato davvero davvero pesante.

A casa ci tornavo sempre più stanco e frustrato per la quantità innaturale di rifiuti e sfuriate che mi ero beccato da parte dei clienti e col timore che quegli appuntamenti che si erano concretizzati in qualcosa di buono non bastassero per raggiungere gli obiettivi di vendita che l’azienda mi aveva assegnato.

(sì, il lavoro del venditore porta a porta è davvero un casino!)

Puoi capire come in questa fase, mi mettevo sui libri, ma la testa andava altrove.

Avevo 4 materie di Giurisprudenza da preparare, molto toste, che non mi davano neanche un secondo di tregua.

Iniziai presto a vacillare.

La mattina sul tram ripensavo alla giornata incredibile che mi avrebbe atteso.

In pausa pranzo mi mettevo un libro in mano ma non riuscivo a concentrarmi, e anche le cose più semplici che sapevo che normalmente avrei capito in due secondi esatti, ci mettevo ore e ore per farmele entrare in testa.

La sera, poi, iniziavo a crollare sui libri, e la stanchezza mi violentava pesantemente.

Solo nei weekend riuscivo a fare qualcosa, ma troppo poco per poter riuscire a preparare le materie che dovevo necessariamente dare se non volevo rimanere indietro con gli esami.

E, tra l’altro, col sottofondo dei giudizi e critiche dei miei genitori, che mi dicevano:

“Ma chi te lo fa fare di lavorare a tempo pieno e studiare!!!”

“Un piatto di pasta te l’ho mai fatto mancare io???”

“Non riuscirai a lungo a mantenere questi ritmi, smetti di lavorare prima di crollare!!”

Bella situazione del cazzo, vero?

Presto, entrai in una nuova fase…

“Ok, devo uscirmene da questa situazione e trovare una soluzione…”

Capii che se avessi continuato così, mi sarei fatto molto male.

Avevo ormai le forze di un cadavere e la stabilità mentale di un psicopatico chiuso in un manicomio e con la camicia di forza.

Sinceramente, non volevo mollare né il lavoro né lo studio.

Il lavoro mi dava di che vivere senza dipendere dai miei genitori.

Avevo una voglia di indipendenza che nasceva dall’orgoglio personale di potermela cavare da solo, sentimento che fin da ragazzino avevo sempre avuto.

E, naturalmente, non avrei mai lasciato l’Università, essendo a buon punto della mia magistrale in Giurisprudenza con una media niente male e con la voglia e l’ambizione di finire il prima possibile e col voto più alto che potevo quel percorso.

conciliare studio lavoro vita privata

E allora iniziai a pensare che forse mi mancava qualcosa

Non in termini di capacità, sia chiaro.

Avevo letto su Internet di altri studenti lavoratori che erano già riusciti a conciliare lo studio con un lavoro a tempo pieno.

E io, avendo letto le loro storie e essendomi reso conto che erano delle persone normali, avevo la presunzione di pensare che intellettualmente non avevo nulla in meno di loro.

E anch’io avrei potuto farcela.

Se era così, allora loro facevano delle cose che io non facevo, e anche inconsapevolmente avevano strumenti che non possedevo.

Forse mi mancavano delle cose che mi avrebbero potuto aiutare a studiare meglio, anche se avevo molto meno tempo rispetto a prima di iniziare a lavorare a tempo pieno.

E allora chiesi consiglio al mio fido compagno di ricerca, Google, iniziando a cercare come studiare bene e in poco tempo e come studiare e lavorare contemporaneamente.

Allora non esistevamo né io né Nicola – non come essere umani, chiaramente, ma come persone di riferimento nel settore – e quindi ciò che trovai furono più o meno queste cose:

  • Tecniche di memoria
  • Lettura veloce
  • Apprendimento rapido
  • Metodi di studio universitario basati sulla memoria

E cose di questo genere.

Pensando fossero quelle le soluzioni di cui avevo bisogno, iniziai ad acquistare libri, corsi e video corsi sullo studio e sull’apprendimento.

Lavorando, non avevo problemi a spendere per formarmi, e avevo così imparato a mettere da parte un gruzzolo mensile per la mia formazione personale.

Dopo mesi e mesi di studio, però, ancora nessun risultato

Anzi: la situazione era addirittura peggiorata.

Perché il poco tempo che avevo per studiare era stato totalmente stato rimpiazzato dallo studio di queste tecniche, che però non solo non producevano risultati, ma non mi avevano permesso di dedicare tempo allo studio delle materie.

Gli pseudo-fuffa-coach dello studio universitario che mi avevano promesso di dare più esami all’Università mi avevano ingannato.

Sì, perché a prescindere da ciò che questi libri e corsi insegnavano, queste cose non andavano bene per uno studente lavoratore, specie per chi lavorava a tempo pieno.

Questo perché chi lavora e studia non ha problemi di lettura, apprendimento o comprendonio.

Niente di tutto ciò.

Semmai, uno studente lavoratore non trova nemmeno il tempo per studiare, e anche quando lo trova non è concentrato o al massimo delle proprie energie per farlo, e finisce per crollare sui libri, proprio perché è costretto a fare cose come studiare la sera che lo demoliscono, fisicamente e mentalmente.

Di conseguenza, ad uno studente lavoratore mancano addirittura quelle condizioni di base anche solo per pensare di lavorare e studiare contemporaneamente.

Tutto il tempo e i soldi spesi in queste soluzioni inutili per uno studente nella mia situazione mi avevano fatto capire due cose importanti.

Che il problema non era la formazione, ma ciò che stavo studiando.

E che se una soluzione specifica per gli studenti lavoratori non esisteva, allora sarei stato io a crearla.

Nicola, parallelamente, viveva esattamente la mia stessa situazione, ed era determinato quanto me nel riuscire a conciliare studio, lavoro e vita privata.

E allora ci alleammo, e iniziammo il nostro percorso di ricerca e di studio.

Iniziammo a investire migliaia di euro e molto del nostro tempo a studiare a fianco dei TOP esperti al mondo di gestione del tempo, psicologia, gestione delle relazioni, leadership e produttività.

Passavamo ore e ore a cercare di applicare tutto ciò che imparavamo, eliminando ciò che non faceva al caso nostro – i corsi che frequentavamo erano per lo più adatti ad imprenditori e manager – e prendendo solo il meglio di ciò che funzionava.

Fino a che…

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Non ci accorgemmo che eravamo riusciti ad isolare una formula.

Una ricetta, una metodologia che, seguita passo passo, ci permise di laurearci velocemente e con voti alti da studenti lavoratori, e che avrebbe fatto lo stesso con tutti gli altri studenti lavoratori che l’avrebbero applicata.

Sto parlando del Sistema Laurearsi Lavorando, lo stesso che oggi insegniamo a centinaia di studenti lavoratori, anche a tempo pieno, che stanno migliorando il loro percorso universitario grazie a noi.

Clicca qui per ricevere maggiori informazioni sul Sistema Laurearsi Lavorando!

In pratica, avevamo scoperto che lavorare e studiare contemporaneamente è qualcosa che chiunque può fare, se possiede le giuste abilità.

Abilità che non si basano su talenti naturali o sull’essere predisposti per qualcosa, no.

Ma che sono perfettamente trasferibili e che possono essere imparate da chiunque.

Queste abilità sono tutte contenute all’interno del Sistema, e si declinano in 3 diverse aree:

  • Gestione del Tempo
  • Gestione dello Studio
  • Gestione delle Relazioni

Oltre allo sviluppo di una Mentalità Vincente, in grado di permettere ad uno studente lavoratore di difendersi dalle pressioni esterne che è costretto a subire.

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Conclusione

Se ad oggi studi e lavori a tempo pieno e non hai risultati, è probabilmente perché non hai mai sviluppato queste abilità fondamentali che invece devi avere per farcela.

Solo che tu hai un grosso vantaggio rispetto a me e Nicola.

C’è già qualcuno che si è fatto un mazzo grande quanto la foresta Amazzonica per creare una soluzione che permette agli studenti lavoratori che la applicano di conciliare studio, lavoro e vita privata e andare spediti verso il loro traguardo che è la laurea.

Per cui: ti consiglio di approfondire il Sistema Laurearsi Lavorando e acquistarlo per migliorarle e rivoluzionare totalmente in positivo la tua vita da studente lavoratore.

Ma se hai dubbi o non ti senti pronto, NON farlo.

Non mi piace avere tra i miei studenti gente poco motivata al cambiamento.

Non sei ancora pronto, e allora fai quantomeno questo.

Fai tesoro della mia esperienza da studente lavoratore a tempo pieno e impegnati a sviluppare le abilità di cui ti ho parlato.

Ma…occhio a chi decidi di seguire.

Il rischio di finire a sprecare tempo e soldi inutilmente – proprio come per un periodo ho fatto io – compromettendo ancora di più la tua situazione universitaria (e non solo) è molto alto.

Per oggi è tutto, ciao e al prossimo articolo!

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Ad un futuro degno degli enormi sacrifici che stai facendo

Attilio Cordaro

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