[STUDENTE LAVORATORE] Le 15 Bufale spacciate per Verità Indiscutibili che stanno drasticamente rallentando il tuo percorso universitario

Ciao e benvenuto! Nell’articolo di oggi voglio rivelarti alcune cause assolutamente nocive e maledette che da studente lavoratore in questo momento NON ti permettono di dare tutti gli esami che vuoi all’Università e ti stanno facendo andare lento come una lumaca, ormai da parecchi mesi.

In particolare, se deciderai di leggere questo articolo da cima a fondo, prometto di liberarti dalle 15 Bufale spacciate per Verità Indiscutibili che ti hanno raccontato sull’Università ma che stanno però rallentando drasticamente il tuo percorso universitario e rischiano di mandarti fuori corso – se non lo hanno già fatto – e rovinare per sempre la tua carriera.

Prima di procedere oltre, però, ci tengo a farti alcune doverose premesse:

1) Se hai meno di 10 minuti per leggere questo articolo NON farlo: per liberarti veramente dalle 15 più gravi minchiate che hai creduto vere fin da quando hai messo piede per la prima volta all’Università, mi serve molto più di quel tempo.

Meglio leggerlo domani o quando avrai un pò più di respiro (ma il prima possibile, altrimenti ciò che stai facendo di sbagliato continuerà a uccidere la tua resa e NON ti permetterà di dare tutti gli esami che vuoi fin dalla prossima sessione, producendo incalcolabili danni e conseguenze dannosissime sul tuo futuro)

2) Se decidi di leggerlo, fallo.

E fallo fino alla fine.

Non interrompere per nessuna ragione che al momento può sembrarti valida, la lettura di questo articolo.

Per niente al mondo.

Perché non solo posso garantirti che non troverai nulla di simile in giro per il web in termini di contenuti.

Ma ti dico: se ti papperai ogni singolo paragrafo che troverai qui sotto ti prometto – a costo di rimetterci la faccia – che non sarai più la persona che eri quando hai iniziato a sbirciarlo, incuriosito e attratto dal titolo.

Questo perché il tuo cervello sarà liberato da quei blocchi mentali che come ganasce oggi non ti permettono di ottenere il massimo all’Università e che ti fanno arrancare – mentre i tuoi colleghi NON lavoratori ti fanno mangiare la polvere, esame dopo esame.

Detto questo…

sei DAVVERO pronto a scoprire quali sono le 15 Balle che da studente lavoratore ti hanno inculcato in testa fino ad ora che prese da sole hanno il potere di rovinare in modo irrimediabile la tua media universitaria e la tua vita???

Bene!

Allora tieniti forte che stiamo per partire!

VIAAAA!

conciliare studio lavoro vita privata

Ecco FINALMENTE svelate le 15 Bufale che ti sono state rifilate come verità assoluta – e che non ti permettono di avere media e voti alti all’Università da studente lavoratore!

Prima di passare in rassegna ogni singola credenza cazzata che ti hanno rifilato come la verità assoluta in cui devi credere, devi capire una cosa fondamentale.

Il funzionamento della mente umana.

No, tranquillo: non farò nessun pippone teorico o roba simile.

Mi piace parlare pane e salame, e darti una visione assolutamente concreta di come funzionano le cose.

Ma devi sapere che se tu ad oggi hai dei risultati negativi all’Università o in qualsiasi altro ambito, tutto è causato in realtà da un semplice quanto fondamentale processo della mente umana.

Processo, che si può sintetizzare in queste 5 fasi, ognuna legata all’altra da un indissolubile filo logico e sequenziale:

Le convinzioni in cui credi formano una mentalità, questa mentalità genera dei comportamenti, che a loro volta generano delle azioni, che a loro volta producono dei risultati.

Quindi, le tue convinzioni influenzano la tua mentalità, che influenza i tuoi comportamenti, che influenzano le tue azioni, che influenzano i tuoi risultati.

Sintetizzando in un’unica riga:

Convinzioni > Mentalità > Comportamenti > Azioni > Risultati.

Ma che significa concretamente tutto questo?

Ti faccio degli esempi, così puoi concretamente capire il funzionamento del processo…

Allora, mettiamo caso che tu vuoi dimagrire, ok?

Però sei convinto che mangiare tanto rende la tua vita migliore.

Se hai questa convinzione, la tua mentalità quale sarà?

Che per rendere la tua vita felice e piena, è giusto e sacrosanto mangiare tanto.

Il cibo è cosa buona e giusta, più ne hai e più ne mangi, più la tua vita sprizzerà gioia da tutti i pori.

E siccome non vuoi una vita infelice, accoglierai il cibo nella tua vita ogni volta che puoi (Comportamento).

Anzi, sarai tu stesso a creare sempre delle occasioni che ti facciano mangiare: se sei in giro, ti infilerai in un ristorante, fast food, gelateria, pasticceria, e mangerai del cibo, che ti fa stare bene e riempie la tua vita (Azioni).

Peccato che come Risultato avrai il fatto che rimarrai grasso oppure addirittura aumenterai il tuo peso corporeo.

Punto.

Anche se il tuo obiettivo o desiderio era quello di dimagrire, siccome la tua convinzione è che il cibo migliora la tua vita, il risultato è che non dimagrirai affatto.

Ma anzi, il rischio è che aumenti il tuo peso ancora di più.

Delle convinzioni sbagliate sul cibo hanno generato nella tua vita dei risultati assolutamente negativi (sei ancora più grasso di prima), remando contro il risultato che ti eri prefissato di raggiungere (quello di dimagrire).

Semplice.

Lineare

E, allo stesso tempo, CRUDELE.

Se il processo è questo, per cambiare i tuoi risultati e non continuare a mangiare a sbafo fino a morire di infarto, cosa devi fare?

Devi cambiare le tue convinzioni

Devi eliminare la convinzione che mangiare fa bene e rende la tua vita migliore.

E installare nella tua mente la convinzioni che mangiare in eccesso può ucciderti.

Se farai questo tipo di operazione, cosa succederà?

Che con questa nuova convinzione, genererai una nuova mentalità.

E cioè che il cibo deve essere presente nella tua vita, ma in maniera bilanciata perché è un mezzo per generare energia e NON solo una fonte di piacere.

E allora il tuo comportamento è che lo vedrai in modo strumentale a vivere bene, e farai dipendere la qualità della tua vita principalmente da altre cose.

Come vivere del tempo in famiglia, con gli amici, col tuo partner, etc.

Il tuo comportamento sarà quello di mangiare solo quando è necessario, e non creerai occasioni che ti portano a mangiare costantemente e senza freni inibitori.

E questo ti farà per forza di cose perdere peso e stare fisicamente meglio.

Capito il “giochino” mentale?

Altro esempio concreto…

Se tu pensi che arrivare in ritardo NON è una cosa negativa e da migliorare, cosa farai?

La tua mentalità sarà settata nel pensare in modo ottimistico tutti gli orari, e quindi quello che farai è pensare che se arrivi in ritardo agli appuntamenti, è ok, e non devi sentirti in difetto per questo.

O, comunque, ti senti in difetto, ma il piacere che provi nel non tenere conto del tempo che ci metti per fare le cose per te è maggiore di qualsiasi brutta figura che puoi fare.

In questi casi, cosa farai?

Semplice: sarai un ritardatario cronico (azioni).

E i risultati che avrai saranno che le persone penseranno che sei una persona poco seria, poco professionale, poco precisa e rispettosa del tempo degli altri, e quindi la tua reputazione ne risentirà molto.

Al contrario, se pensi che arrivare in orario è un bene, cosa farai?

La tua mente sarà settata per rispettare gli orari, le scadenze e gli appuntamenti il più possibile, perché hai rispetto del tuo tempo e di quello degli altri.

Questo significa che ti comporterai di conseguenza, pretendendo da te e dagli altri che gli orari siano rispettati, e:

  • se hai un appuntamento, provvederai a confermarlo il giorno stesso o addirittura il giorno prima, per essere certo di non arrivare nel luogo stabilito per scoprire solo dopo che l’appuntamento è saltato;
  • avviserai chi ti attende di eventuali imprevisti e ritardi che non potevi prevedere;
  • farai in modo di calcolare il tuo tempo per prevedere eventuali ritardi di mezzi, traffico e considererai un tempo doppio di quello che hai calcolato, giusto per essere certo di rispettare l’appuntamento.

E così via…

Le tue azioni produrranno il risultato di arrivare sempre in anticipo o di arrivare puntuale e anche l’immagine e la reputazione che costruirai sarà nettamente migliore.

Ora, perché ti ho spiegato il processo di funzionamento della mente umana e il ruolo che giocano le convinzioni per la produzione di risultati positivi o negativi?

funzionamento mente umana

Perché questo discorso in realtà si adatta perfettamente a qualsiasi cosa della tua vita da studente lavoratore, e allo studio, al lavoro e qualsiasi altra cosa che ti riguarda.

Se oggi tu non hai risultati che ti soddisfano, certamente questo dipende anche – e, in base alla mia esperienza, SOPRATTUTTO – dalle convinzioni che hai.

Se vai male all’Università o dai poche materie, molto dipende da ciò che credi di dover fare per preparare esami, cioè dalle tue convinzioni.

E fino a quando non le cancellerai e le sostituirai con altre convinzioni corrette e diverse, avrai sempre i soliti risultati.

Negativi, molto spesso.

Ovviamente c’è tutto un processo per andare a scardinare le vecchie convinzioni, perché non basta mettere delle convinzioni nuove all’interno della nostra mente…

Prima di mettere le nuove, come ti dicevo, devi cancellare le vecchie.

Perché altrimenti, è come cercare di raccogliere acqua da una fontana con un secchio bucato.

Non riuscirai a farlo, anche se continuerai a versare continuamente del liquido.

Le convinzioni buone se affiancate dalle convinzioni sbagliate, non possono produrre risultati.

Ma, come ti ho promesso fin dall’inizio, in questo articolo smonterò tutte le 15 Balle – che sono, in realtà, delle convinzioni sbagliate – che hai, disattivandole una per una senza lasciarne nella tua mente alcuna traccia.

E così facendo, preparerò il tuo terreno “mentale” per installare le nuove convinzioni corrette in grado di farti dare più esami all’Università e produrre  finalmente i risultati che hai sempre desiderato nella tua vita.

Andiamo!

conciliare studio lavoro vita privata

Le 15 Convinzioni Errate che avvelenano la tua mente da studente lavoratore: partiamo con la prima!

Una delle convinzioni più comuni che io e Nicola abbiamo notato negli studenti universitari, specialmente lavoratori, è questa:

“Seguire tutte le lezioni è l’unico modo per superare l’esame con voti alti”

BOOOM!

Cazzata col botto!

E perché lo è?

Perché ci sono lezioni assolutamente inutili da seguire, che ti fanno al contrario perdere tempo.

E il tempo se studi e lavori è l’unica cosa che non ti puoi permettere di sprecare.

Ma quali sono le lezioni inutili?

Sono esattamente quelle in cui il professore si siede in cattedra, apre il libro di testo e inizia a leggerlo.

Sì, proprio così.

E il suo comportamento ha un significato ben preciso.

In quell’istante, il professore ti sta dicendo la seguente cosa:

Che il libro è l’unica fonte da cui tu devi prendere le informazioni che lui pretende di sapere all’esame.

Perché se avesse sentito il bisogno di darti informazioni diverse che pretende di sapere, avrebbe spiegato altro a lezione.

E invece no!

Il libro contiene in quei casi già tutte le informazioni importanti che il professore vuole sapere all’esame, e che in effetti ti chiederà.

Ora, se tu segui quelle lezioni che succede?

Che segui lezioni di 2-3 ore ciascuna, magari per più di due volte a settimana, in cui il professore legge e commenta informazioni contenute in 15 paginette, che se ti fossi studiato da solo nella tua cameretta o in qualche altro posto, ci avresti messo mezz’ora per leggerle.

E in quelle 2-3 ore avresti fatto 45-50 pagine, anziché 15.

Calcola questo per 2/3 giorni a settimana di lezione…

…capisci bene che sprechi decine e decine ore di studio a settimana solo per quella materia!

Lusso che tu non ti puoi ASSOLUTAMENTE permettere da studente lavoratore!!!

E se sprechi decine di ore di studio a settimana per materie, col cavolo che ci riesci a preparare tutte le materie che ti eri prefissato di superare!

Altro che voti alti!!!

Facendo così, manco ci arrivi a sederti all’esame.

E sti cazzi!

Andiamo avanti con la seconda convinzione errata…

Convinzione errata n°2: “Prima studio e poi al resto ci penso”

“Prima studio e poi al resto ci penso”

Altra convinzione che molti studenti lavoratori – e NON – credono essere vera.

Che significa?

Ci hanno convinti – mi ci metto pure io, perché l’ho vissuta sulla mia pelle quando ero uno studente lavoratore – che “il mestiere dello studente è studiare”.

BALLE.

Il mestiere dello studente è studiare e IN PIU’ fare anche altre cose che gli servono per il futuro.

Perché tu non sarai uno studente universitario A VITA.

Dopo la laurea continuerai certamente a studiare – io e Nicola siamo i primi a continuare a ripeterlo sempre – perché uno studente lavoratore lo è per tutta la sua vita, perché continuerà sempre a studiare.

Ma farai anche altre esperienze lavorative e dovrai acquisire competenze.

Magari vuoi ambire ad un traguardo professionale altissimo.

Vuoi diventare un manager, un direttore marketing, un responsabile delle risorse umane.

E vuoi ambire a un livello sociale superiore.

Ovviamente, per aspirare a diventare ognuna di queste figure, è una cazzata che basta la laurea.

Ci hanno convinti che la laurea è l’unica cosa che vi serve per trovare lavoro, ma NON è così

Sicuramente, lo era 30 anni fa quando il mercato del lavoro era di un certo tipo.

(chi ha letto il libro “Come Laurearsi Velocemente E Con Voti Alti” lo sa benissimo, perché ha letto tutta la sezione proprio in cui spieghiamo il funzionamento del mercato del lavoro di 30 anni fa, e come funziona invece adesso)

Ma oggi la laurea è un titolo che si aggiunge e di certo NON sostituisce le altre cose che uno studente deve sviluppare.

E cioè competenze ed esperienze lavorative.

Se tu vuoi ambire ad una posizione sociale diversa, ad un traguardo professionale superiore devi sviluppare competenze e devi aumentare il tuo valore professionale.

Devi fare in modo che i datori di lavoro siano disposti a pagare, e anche profumatamente, per assumerti.

E questo lo fai quanto più ciò che sai fare è indispensabile per far andare bene e far crescere le loro aziende.

E te lo dice uno che è stato in passato un lavoratore dipendente, e oggi è un imprenditore.

conciliare studio lavoro vita privata

Devi aumentare il tuo valore

E per aumentare quel valore devi studiare e acquisire competenze, e devi farlo già da quando studi all’università.

Perché dopo potrebbe essere troppo tardi, e potresti trovarti ancora a 28-30 anni a fare tirocini e gavette varie solo per acquisire l’esperienza lavorativa necessaria per essere poi pagato, forse, all’età di 35 anni.

Ma moltissimi altri faranno come te, e a quell’età ti troverai a competere per un posto di lavoro ordinario in cambio di 1200 euro al mese, che non saranno più uno stipendio su cui poter cambiare già da qualche anno.

Perché il costo della vita aumenterà, e il valore di quello stipendio scenderà.

E ti ritroverai ad aver studiato un sacco e non veder ricompensati i tuoi sforzi.

E a maledire tutti quelli che ti avevano detto che “dovevi studiare perché era quello il tuo lavoro!”

Vuoi davvero ridurti in questa situazione?

Credo proprio di no…

E allora devi studiare all’Università e, nel frattempo, sviluppare competenze professionali per fare in modo che non appena ti laurei, sarai già pronto per il ruolo che sogni di ricoprire, e la folla di candidati che cercheranno di concorrere per lo stesso posto per te non saranno assolutamente un problema.

Lì, sarà tutta un’altra storia!

Convinzione errata n°3: “Lavorare e studiare è impossibile”

La terza convinzione errata è lavorare e studiare è impossibile”.

Che in realtà… è VERA!

“Ma Attilio, mi prendi per il culo?”

No no, lasciami spiegare.

Lavorare e studiare è impossibile…se non sai come farlo.

Esatto!

Perché c’è un modo per potercela fare, dare una miriade di esami con voti più alti e laurearsi velocemente e con voti alti conciliando studio, lavoro e vita privata.

Tantissimi studenti universitari, lavoratori e non, pensano che studiare e lavorare insieme sia impossibile.

Ma se io e Nicola ce l’abbiamo fatta – e non siamo dei geniacci del male, ma delle persone normali che con tanta caparbietà, determinazione, voglia di fare e rompersi il culo (elementi indiscutibili e che devono esserci, ma che non dipendono dall’intelligenza) ce l’abbiamo fatta, è assolutamente possibile e altre persone possono riuscirci.

Come già sta succedendo agli studenti lavoratori che studiano i nostri corsi.

Qui, ci tengo a chiarire subito una cosa…

Ti hanno convinto che nella vita deve essere tutto “facile” e che devi cercare di non romperti il culo, o di rompertelo il meno possibile.

E’ un pò la mentalità italiana che è avvelenata da questa idea, non c’entri tu come persona singola!

Ora, ma chi l’ha detto che la vita è facile?

La vita è difficile, lo è per tutti e costantemente ci mette davanti ad ostacoli e problemi.

Solo che c’è gente che davanti a quei problemi esce fuori i coglioni e lavora per lasciarseli alle spalle, e gente che si scoraggia o lascia perdere, perché non sia mai che le cose nella vita vanno meritate con sacrifici e rinunce!

Ma per piacere…

Tornando a noi: lavorare e studiare è assolutamente possibile se tu riesci ad acquisire delle abilità che ovviamente richiedono impegno e determinazione.

E non ti immaginare niente che dall’oggi al domani ti alzi e “Oh, stamattina mi sono alzato che so lavorare e studiare contemporaneamente!”

so lavorare e studiare contemporaneamente

Non funziona per niente così.

Si tratta di abilità da acquisire con tanto studio e applicazione pratica, ma che sono perfettamente trasferibili e che non si basano su talenti o predisposizione naturale.

Per riuscire a dare più esami con voti più alti riuscendo a conciliare studio, lavoro e vita privata bisogna necessariamente conoscere:

  • la gestione del tempo;
  • la gestione dello studio,
  • la gestione delle relazioni

Abilità che spieghiamo tutte all’interno del Sistema Laurearsi lavorando.

Non per niente, io e Nicola abbiamo investito anni e anni di università, anni e anni di studio, migliaia di euro nella nostra formazione personale.

Ci siamo messi a fianco dei TOP performer, dei TOP esperti al mondo di gestione del tempo, gestione delle relazioni, psicologia, leadership, crescita personale.

Abbiamo investito e investiamo ogni singolo giorno migliaia di euro formandoci continuamente per acquisire nuove competenze, nuove consapevolezze, nuove convinzioni, nuove tecniche, nuove strategie che ci permettano di essere sempre delle persone migliori.

“La versione migliore di noi stessi”, ci ripetiamo continuamente

E non per essere dei motivatori, e neanche adesso voglio esserlo per te.

Non devo motivarti a fare nulla.

Ma lavorare e studiare contemporaneamente richiede delle abilità che tu devi acquisire nel corso del tempo che devi assolutamente sviluppare, che non sono scontate, e sono quelle che ti ho detto sopra.

Ora, come per ogni cosa ci sono due modi per acquisirle:

1) il primo modo è che ti rompi il culo da solo, fai un sacco di errori che ti portano ovviamente a spendere soldi, a prolungare ancora di più la durata del tuo percorso universitario, a sentirti frustrato nel corso del tempo e non avere ovviamente i risultati che vuoi quando li vuoi ma molto molto molto in ritardo;

OPPURE

2) compri il Sistema Laurearsi Lavorando, impari da dei maestri come me e Nicola come si fa a dare tante materie a sessione con voti più alti e a studiare e lavorare contemporaneamente e acceleri i tuoi risultati, ottenendo immediatamente l’insegnamento che ti serve per andare avanti e migliorare la tua vita da studente lavoratore.

E da qui mi ricollego alla prossima convinzione errata…

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Convinzione errata n°4: “Per lavorare e studiare devi essere portato”

Non devi essere portato.

Non si tratta di diventare un cantante di successo.

Non è quella cosa lì.

Non ci vuole una predisposizione naturale, né un talento.

Ci vuole che acquisisci quelle abilità fondamentali – come ti spiegavo prima – che ti permettono di dare più esami a sessione con voti più alti.

Abilità che non richiedono capacità mentali particolari, oppure cose mistiche tipo “sviluppa la tua mente e il tuo potenziale”.

Per favore!

Si tratta di competenze che acquisisci con impegno e applicazione pratica e costante.

Fine.

Cioè, gestire il tempo non ha nulla di intellettualmente impossibile.

Solo che la devi capire la gestione del tempo, la devi studiare e applicare fino a quando non diventa tua

Altrimenti, pensi che basta essere delle persone ordinate e serie per riuscire a dare tanti esami all’Università da studenti lavoratori, vai dicendo in giro – queste persone mi fanno davvero impazzire! – che “basta sapersi organizzare” e che tu in qualità di persona seria e ordinata sai farlo, e poi invece se contiamo gli esami universitari che ti dai ogni anno non superiamo i 5 e magari pure con voti bassi.

E in più, continui a fare cose senza senso tipo studiare la sera.

E che cazzooo!!!

Io e Nicola abbiamo studiato come pazzi gestione del tempo, corsi di time management rivolti ad imprenditori e manager, per ANNI, e continuiamo a farlo.

Anche gli strumenti che noi diciamo categoricamente di usare, come il planning o la to-do list, non nascono dagli alberi!

Cioè, sì perché sono di carta.

Ma non è che la mattina ci siamo svegliati e abbiamo detto “ora utilizziamo il planning!”

Ma il suo utilizzo nasce dalla comprensione dei principi di gestione del tempo e il suo adattamento alla vita tipica degli studenti lavoratori.

E per questo lo abbiamo poi integrato con la to-do list, in modo tale da produrre ancora più risultati.

Per cui, ti ripeto: non c’è una predisposizione, non c’è un talento.

Ma ci vuole capire che bisogna imparare delle abilità che solo chi è riuscito a laurearsi velocemente e con voti alti prima di te ha acquisito, dopo aver studiato per tanto tempo.

E quelle persone, come già detto, siamo io e Nicola 🙂

Avanti un’altra!

Convinzione errata n°5: “Per lavorare e studiare basta sapersi organizzare”

Prima che mi viene un embolo e mi esplode il cervello…

Innanzitutto, chi dice una cazzata del genere?

Tutti quegli studenti lavoratori che magari riescono a dare qualche esami all’Università.

E lo fanno sai perché?

Per vantare superiorità intellettuale rispetto ad alcuni loro colleghi, studenti lavoratori, che non riescono a fare neanche quello.

A parte che si tratta di persone molto tristi e umanamente povere se fanno cose del genere.

Perché per portare una verve di emozione nella propria vita devono gioire all’ombra delle disgrazie degli altri.

E già automaticamente, per me valgono ZERO.

Ma a prescindere dal valore di ‘ste persone qui e dal perché dicono queste cose, e presa la frase così com’è, SE dovesse mai capitarmi di trovarmi di a gente così, io gli farei le seguenti domande…

“Chi cazzo ti fa pensare che tu sai organizzarti?

Chi cazzo te lo ha insegnato?

Chi è stato il tuo maestro?

Chi ti ha dato il diritto di sporcarti la bocca nominando l’ORGANIZZAZIONE DEL TEMPO, che è una scienza, un’arte, e che tu manco sai dove sta di casa?”

E mi scommetto un braccio che la loro risposta sarebbe: “Nessuno”.

NESSUNO, porca puttana.

Capisci?

E quindi tu devi fidarti di persone del genere, che ti dicono che per lavorare e studiare basta sapersi organizzare, ma che non hanno imparato da nessuno a organizzarsi.

Ma ti immagini?

Convinzione errata n°6: “Chi studia e lavora fa entrambe le cose male”

Anche qui, parte il BUZZ..

Cazzataaaa!

Perché io e Nicola ci siamo riusciti benissimo, abbiamo studiato e lavorato contemporaneamente laureandoci accanto a moltissimi nostri colleghi di corso non lavoratori e addirittura col voto di laurea più alto di loro.

Io, ad esempio, mi sono laureato in Giurisprudenza con 110 e lode, e sono stato il voto più alto dell’aula quel giorno.

E già questo ti smentisce questa cosa: chi studia e lavora può fare esattamente entrambe le cose benissimo.

MA…

Chiaramente, come ti dicevo, devi saperlo fare e devi avere delle persone da seguire che ti insegnano a farlo.

Quelle persone conoscono le azioni precise che devi compiere e il modo corretto in cui devi compierle per laurearti velocemente e con voti alti.

E solo se ti affidi a loro ti eviterai ostacoli ed errori infiniti che ti porteranno a vivere l’Università come un incubo, assicurandoti di arrivare il prima possibile all’obiettivo laurea che ti sei prefissato.

Ah, in Italia al solito siamo io e Nicola gli unici ad insegnare agli studenti lavoratori come fare.

Ma continuiamo…

Convinzione errata n°7: “Chi ha voti più alti è più intelligente”

Questa è una minchiata, almeno per due motivi:

Primo: il voto all’esame non è un voto né alla persona né ma alle competenze, ma alle cose che dici e a come le dici.

Cioè, io posso essere ignorante come un comodino, ma posso ottenere un voto più alto quanto più ciò che dico equivale a ciò che il professore vorrebbe sentirsi dire all’esame.

Non ti intrippare il cervello!

Te la spiego ancora più tera tera.

Quando il professore ti fa una domanda all’esame, ha in mente un modello di risposta che per lui è il modello “perfetto”.

Più tu ti avvicini al modello di risposta che lui ha in testa e che ritiene sia quella giusta, più il tuo voto d’esame aumenta e si avvicina al 30/30 e lode.

Questo principio si chiama “Perfect Match”, ossia corrispondenza perfetta: quanto più la tua risposta sarà uguale a quella che il professore avrebbe dato all’esame, quanto più il tuo voto sarà alto.

Ora, dare le risposte che il professore darebbe al posto tuo se venisse interrogato NON è sintomo di intelligenza.

Non sto dicendo che sei un cretino se dai le risposte corrette, attenzione!

Ma che chi le dà NON è più intelligente di chi non le dà.

E infatti, quante volte capita che uno studente che sa 4 cose in croce va all’esame, il professore gli fa quelle 4 domande di cui lui conosce la risposta, e prende 30 e lode, e invece uno studente che ha studiato un sacco, sa quantitativamente molte più definizioni e concetti, prende un voto basso e non proporzionato al suo impegno?

Tante volte, te lo posso assicurare.

Ora, che è, quello che ha studiato di più è più stupido?

No, assolutamente.

Semplicemente, quello che si è aggiudicato il 30 e lode, che tu magari diresti che “ha avuto la botta di culo”, ha vissuto su di sé l’applicazione del Perfect Match nella migliore delle sue ipotesi.

E quell’altro, quello studioso, l’applicazione un pò più sfigata.

conciliare studio lavoro vita privata

Convinzione errata n°8: “Sotto il 28 non accetto”

Minchiata, anche qui!

Perché molte volte ti capiterà di dover accettare voti anche più bassi perché il tuo obiettivo non è prendere il singolo voto più alto ma procedere oltre e laurearti velocemente e con voti alti.

Non è il singolo voto che compromette tutti i voti alti che prenderai dopo.

Sì, chiaramente il tuo obiettivo è prendere un voto di laurea che sia il più alto possibile.

Ma se hai preso 26 o 25 e non lo accetti, provi a ripreparare la materie dopo 3-4 mesi per prendere un 27, lo capisci che hai bruciato un terzo del tuo anno accademico per un solo punto in più all’esame?

Non ha un cazzo di senso.

Cioè, rischi di farti un autogol e ammazzare tutto il tuo intero percorso universitario.

Ci sei?

Convinzione errata n°9: “Ho poco tempo per studiare perché lavoro”

ho poco tempo per studiare perché lavoro

“Ho poco tempo per studiare perché lavoro” lega il fatto che lavori all’impossibilità di preparare gli esami perché hai poco tempo.

Ed è una delle frasi più false che abbia mai letto.

Innanzitutto perché io e Nicola lo abbiamo fatto.

Io addirittura sono stato un agente assicurativo per uno dei più grandi colossi assicurativi in Italia e nel mondo e ho lavorato per 8/10 ore al giorno preparando contemporaneamente Procedura Civile, che se non vai a Giurisprudenza è una delle materie più toste in assoluto.

Eppure non solo sono riuscito a superarla a prima botta con 27, ma sono riuscito – come ti dicevo sopra – a laurearmi velocemente e con voti alti.

Questo per dirti: avevo pochissimo tempo?

Sì.

Non ho preparato esami?

Assolutamente no.

E la stessa cosa Nicola e tutti gli altri studenti universitari lavoratori che si stanno laureando grazie alle strategie che hanno imparato da noi.

Quindi, se hai poco tempo e in realtà non riesci a dare esami all’università con voti alti è perché il tuo tempo innanzitutto lo gestisci male, facendo cose senza senso e non proficue come studiare la sera.

(e in qualche altro articolo ti spiegherò perché non è una cosa proficua)

Convinzione errata n°10: “Dopo la laurea non tocco più un libro”

Questa è spiazzante.

“Dopo la laurea non tocco più un libro” è una cosa stupida in realtà perché se tu vuoi raggiungere risultati importanti all’Università e nella vita, non smetterai mai di formarti.

Tu nella tua vita devi sempre e comunque studiare e aggiornarti, dovrai sempre rivedere quello che sai, imparare cose nuove, migliorare.

Perché questo è l’unico modo che hai per aumentare il tuo valore professionale e personale.

Se tu non studi e non ti formi, non stai crescendo.

E se non cresci, di anno in anno, stai solo invecchiando anagraficamente.

In quest’ottica, “Dopo la laurea non tocco più un libro” è una cazzata, perché studierai lo stesso, semplicemente concentrandoti sulle cose che ti piacciono e/o quelle che ti permetteranno di avere una posizione lavorativa privilegiata.

Convinzione errata n°11: “Eh ma se faccio tutto da solo vado più veloce!”

Questa è una convinzione che hanno tutti gli studenti universitari in generale ma anche gli studenti lavoratori.

Partiamo dalla base…

Da quando eri un bambino sei stato educato a farti i cazzi tuoi, già dalla scuola.

Perché la maestra ti dice:

“Eh devi farti il tuo compitino!

La testa qui, non guardare, non parlare col tuo compagno accanto perché ti distrae!

Tu devi fare il tuo compito, ognuno si deve fare i propri compiti!

Non copiare dal compagno accanto, dove guardi? Gli occhi sul foglio!”

Quindi già dalla scuola materna, elementare e superiore, prima la maestra, poi l’insegnante ti hanno educato a farti i cazzi tuoi, a fare il tuo compitino, senza poter neanche interagire con i tuoi compagni.

E questo ovviamente nel corso del tempo ti ha portato ad agire sempre con i paraocchi, che è una cosa assolutamente sbagliata

Ovviamente, non è colpa tua.

Anche a me è successa la stessa e identica cosa, prima di liberarmi definitivamente da questa mentalità con cui vieni plasmato.

Perché fino a quando te lo dice una persona sola che se fai tutto da solo vai più veloce, è ok.

Ma se tutte le persone che ti circondano, o la maggior parte, te lo ripetono in continuazione, finisci per avere quel tipo di atteggiamento sempre, e di default.

Il fatto è che gli altri in realtà sono una fonte e una risorsa per te, che puoi e devi addirittura “sfruttare” in senso positivo.

Cosa voglio dire?

Intendo che tu puoi avere enormi benefici dalle azioni degli altri, e non ti parlo solo di un beneficio economico – anche, ma non solo.

Il concetto è che se tu ti coordini con gli altri, puoi produrre dei vantaggi sia per te che per gli altri maggiori di quelli che avresti se facessi tutto da solo.

Esempio concreto, così ci capiamo.

Se tu studi e lavori e non puoi seguire tutte le 3 lezioni settimanali di una materia che però è importante seguire, puoi coordinarti con gli altri due colleghi in modo tale da seguirne solo una ciascuna e scambiarvi gli appunti (sempre che non li scarichi già da Appunti Condivisi)

In questo modo, tu segui solo una lezione su 3 e hai però gli appunti di tutta la materia.

E lo stesso è per altri due colleghi.

E’ un gioco win-win, vincere-vincere, per tutti e tre!

Come vedi, hai il triplo dei risultati con un terzo dello sforzo.

E se foste in 5, in 10 a seguire la stessa lezione?

Esatto!

Faresti un quinto o un decimo dello sforzo!

Attenzione: non voglio dire che ti piace non fare un cazzo, per carità.

Ma semplicemente perché così hai più tempo da dedicare allo studio o a qualcos’altro di valore, piuttosto che investire quel tempo a seguire ogni singola lezione.

Quindi, come vedi “se faccio tutto da solo vado più veloce” è una cazzata.

conciliare studio lavoro vita privata

Convinzione errata n°12: “Se studio dal libro passerò sicuramente l’esame”

Ahahahahhahahahah

Tornando serio…

Se studi dal libro passi sicuramente l’esame SE il libro comprende tutte le informazioni che il professore pretende di sapere all’esame.

Ma non è sempre così!

Dipende.

DIPENDE!

Perché se il professore quando va a lezione legge il libro – come nell’esempio che ti ho fatto prima – il libro già contiene tutte le preziose informazioni che il professore ti chiederà all’esame.

E quindi automaticamente non solo non seguirai le lezioni – cosa che, come ti dicevo, sarebbe una perdita di tempo – ma hai già nel libro tutte le preziose informazioni che il professore ti chiederà all’esame.

Per cui, studi quello e AMEN!

Ma se il professore per interrogare si basa sugli appunti che contengono le preziose informazioni che lui dà a lezione, studiare dal libro equivale al SUICIDIO!

Perché arrivi all’esame, le definizioni, i concetti e le idee con cui rispondi alle domande sono parzialmente o completamente diverse rispetto a quelle che il professore pensa siano giuste, e ti fa passare con un voto bassissimo oppure ti rimanda perché pensa che non hai studiato!

(vissuto sulla mia pellaccia)

E tutto questo, per il principio del “Perfect Match” che ti ho spiegato in precedenza.

Non solo: ti dirò di più!

Questo succede anche nel caso in cui il professore consiglia nella cosiddetta “scheda di trasparenza” il libro ma in realtà all’esame chiede quello che spiega a lezione.

Che sembra un paradosso assurdo – e lo è, in effetti – ma… ehi!

Il Sistema Universitario funziona così!

Per cui: devi conoscere come funziona e adattarti.

E secondo te, in quali casi il professore consiglia nella scheda di trasparenza un libro che non adotta in sede di esami?

Nel caso in cui lo ha scritto lui o un suo collega/amico, e lo fa per spingere gli alunni a comprarlo!

E questo perché si tratta di libri che NON hanno alcun mercato al di fuori dell’Università.

Il professore ogni anno lo “propone in vendita” alle sue classi perché altrimenti quei libri “consigliati” non li vende!!!

Ohhhhhh

Ecco la nuda e sacrosanta verità!

Lo so: io ho il coraggio di dire cose che altri non hanno nemmeno il coraggio di pensare.

Per questo insieme a Nicola insegniamo agli studenti lavoratori!

Ora, ti dirò di più: sapendo questo, cioè che il professore consiglia il suo libro di testo – o quello di un suo collega/amico – ma si basa per interrogare sugli appunti, tu cosa puoi fare?

Puoi comprare il libro che consiglia e andare ai ricevimenti e seguire le lezioni facendogli vedere che tu il libro ce l’hai e lo hai comprato

Tu fai quell’acquisto per compiacerlo, e per fare in modo che lui veda che tu hai investito una somma di denaro sulla sua opera intellettuale.

E questo perché?

Perché avendo capito il trabocchetto, sfrutti tutto questo a tuo vantaggio.

Capito?

Devi hackerare il sistema, e servirtene.

Procediamo ancora!

Convinzione errata n°13: “Più studio, più prendo voti alti”

più studio più prendo voti alti

Si tratta di stronzate!

Perché se tu studi dal materiale sbagliato, puoi pure studiare tanto, puoi pure sforzarti forte forte, buttarci l’anima e cercare di studiare più ore possibili….

…. ma poi il professore si basa su un altro materiale per interrogare, e la tua preparazione crolla davanti ai suoi occhi, e passi la materia con un voto molto più basso di quello che ti aspettavi, oppure vieni addirittura rimandato.

Fare una cosa più assiduamente NON ti farà prendere un voto alto SE quella cosa che fai è completamente sbagliata.

Come se durante una partita di calcio, entra un giocatore in campo e prende la palla con le mani: non è che perché corre tanto tanto, si sforza, riuscirà a giocare bene e fare vincere la sua squadra?

Perché l’arbitro dopo il primo cartellino giallo, piglia e lo manda negli spogliatoi a fargli rinfrescare il cervello!

E la partita si chiude lì…

Convinzione errata n°14: “Io non riesco, io non sono portato per…”

Che un po’ si ricollega al discorso che ti facevo sopra.

Per il 99,9% delle cose che fai nella tua vita da studente lavoratore non c’è bisogno di una predisposizione naturale!

E’ tutta una questione di consapevolezze, e prima ancora di convinzioni sbagliate da scardinare, oltre che di convinzioni giuste da installare e successivamente di abilità da sviluppare.

Abilità che, ti ricordo, non sono basate su talenti naturali, ma su competenze “trasferibili”, cioè che chiunque può imparare con impegno e applicazione pratica.

Per esempio, se parliamo di capire come riuscire a dare più materie se lavori e studi, il Sistema Laurearsi Lavorando perché è fantastico?

Perché hai accesso a informazioni che io e Nicola abbiamo messo anni e anni per imparare da soli.

Una volta che compri il sistema, cosa fai?

Studi le varie video-lezioni e acquisisci delle competenze che ti porti con te anche in futuro.

E infatti, non solo riesci a dare più esami con voti più alti della tua stessa media, riuscendo a laurearti velocemente e con voti alti.

Ma, una volta che hai imparato ad esempio, la gestione del tempo, ti porti questa competenza per la vita

Così, giusto per farti un esempio.

Sono certo che per la quasi totalità di cose che fai ogni giorno, NON si tratta di non avere la predisposizione naturale per farle, ma si tratta o di:

  • non conoscere né le azioni giuste che mi permetterebbero di raggiungere i risultati che vuoi
  • non sapere in che modo metterle in campo
  • non conoscere entrambe le cose.

Niente di più, niente di meno.

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Convinzione errata n°15: “Vivi cogliendo l’attimo”

Siamo giunti all’ultima convinzione errata.

Ma che, per certi versi, è quella che mi fa impazzire di più.

Questo perché ci mettono in testa che siccome abbiamo 20/25/28/30 anni ce la dobbiamo godere al massimo.

Dobbiamo sballarci il più possibile e fin quando possiamo e ne abbiamo la possibilità, in qualsiasi occasione e circostanza.

Dobbiamo fare le 2 di notte bevendo alcool e divertendoci con i nostri amici nel modo più sfrenato possibile.

Perché “se non c’è questo nella vita, che vita è???”

Proprio, hanno preso questa convinzione, l’hanno appallottolata e ce l’hanno fatta entrare nel cervello partendo dalla narice!

Ovunque ti guardi, tutti i giovani sotto i 30 anni specialmente, sono affetti da questa che è una sorta di malattia mentale.

Lo sballarsi, il “volemose bene”, godiamocela fino a sfondarci, hanno avvelenato le vite di tantissimi giovani, che non vogliono assolutamente liberarsene.

Il Carpe Diem è un’illusione che ci è stata venduta, ed è il frutto di una vita rassegnata da dipendente fallito che ci hanno fatto ingurgitare a forza

Perché da dipendente fallito?

Ti hanno detto che te la devi godere adesso, perché… dopo sarà troppo tardi!

Superati i 30/35 anni, arriverà il momento di assumerti le tue responsabilità.

Dovrai rinunciare ai tuoi sogni, ai tuoi obiettivi, ai tuoi desideri e ai tuoi traguardi più importanti.

Perché dovrai lavorare per il sogno di qualcun altro, dalle 9 alle 18 ogni giorno, 5 giorni a settimana.

La tua vita sarà dalle 18 in poi, e nel weekend, perché prima di quegli orari e quei giorni il tempo NON è tuo, ma è di qualcun altro che ha deciso cosa devi fare per la stragrande maggioranza delle tue giornate.

Però adesso è ancora presto…

Per cui, goditela finché puoi!!!

Ma me lo dici che CAZZO di vita è questa?

Me lo dici come fanno i giovani studenti a farsi rimbecillire il cervello da queste fregnacce qui?

Esiste un solo e unico CARPE DIEM.

Questo…

Tu non devi ASSOLUTAMENTE e per niente al mondo rinunciare ai tuoi sogni e obiettivi.

Anzi.

Devi lavorare ADESSO e più che mai, ora che sei nel pieno delle tue energie, per i tuoi sogni.

ORA è il miglior momento per lavorare e costruire il tuo futuro.

Perché, come dice uno dei miei Maestri, il futuro è il posto in cui andrai a vivere.

E deve essere il più bel futuro che tu sei stato in grado di creare.

Facciamo un breve RECAP di tutte le 15 convinzioni errate che ho smantellato in questo articolo…

  1. “Seguire tutte le lezioni è l’unico modo per superare l’esame con voti alti” – cazzata. Motivo: perché ci sono lezioni inutili e sono quelle in cui il professore legge il libro e ci mette tantissimo tempo per spiegare pochissime pagine, quindi meglio che te le studi da solo e fai il quadruplo di quello che lui spiega;
  2. “Prima studio e poi al resto ci penso” – minchiate, perché dopo che tu concludi l’università in realtà devi assolutamente acquisire competenze. Meglio che le acquisisci prima perché dopo sarà troppo tardi;
  3. “Per lavorare e studiare basta sapersi organizzare” – minchiata, perché chi lo dice è spesso uno studente lavoratore che vuole vantarsi di aver dato qualche esame rispetto a chi non ci riesce, oltre al fatto che l’organizzazione è una scienza che va imparata – non una cosa improvvisata ad cazzum!
  4. “Lavorare e studiare è impossibile” – sì, è impossibile… se non sai come farlo, perché devi acquisire delle abilità fondamentali, che ti permettono di conciliare studio, lavoro e vita privata;
  5. “Per lavorare e studiare devi essere portato” – non è vero, noi non abbiamo avuto e non abbiamo dei talenti naturali: si tratta tutto di abilità che tu devi acquisire. Se non ce le hai devi impararle da qualcuno, in quel caso il Sistema Laurearsi Lavorando fa al caso tuo;
  6. “Chi studia e lavora fa entrambe le cose male” – non è vero assolutamente. In primis, perché io e Nicola ci siamo laureati velocemente e con voti addirittura più alti di chi ha studiato soltanto;
  7. “Chi ha voti più alti è più intelligente” è una cazzata perché se hai capito il principio del “Perfect Match”, sai ormai che vieni premiato con un voto più alto tanto più ciò che dici equivale a ciò che il professore direbbe se venisse interrogato. Proprio per questo, quante volte chi sa 4 cose in croce prende voti alti perché gli vengono chieste proprio quelle 4 cose, rispetto a chi ha studiato tantissimo ma magari si emoziona un pò all’esame?
  8. “Sotto il 28 non accetto” – sbagli, perché per 1 o 2 punti in più rischi di impiegare 3 o 4 mesi in più di tempo, che significa un terzo del tuo percorso universitario che va a puttane;
  9. “Ho poco tempo per studiare perché lavoro” – cazzata, perché hai poco tempo per studiare perché non sai gestire il tempo, non perché lavori. Se infatti fosse vero, noi non avremmo potuto laurearci velocemente e con voti alti, specialmente io che lavoravo full time per 8/10 ore al giorno, non trovi?
  10. “Dopo la laurea non tocco più un libro” – stupidata. Perché dopo la laurea continuerai a studiare per acquisire competenze e aumentare il tuo valore per il mercato del lavoro;
  11. “Se faccio tutto da solo vado più veloce” – stupidata anche qui, perché puoi “sfruttare” gli altri a tuo vantaggio e avere 10 volte i benefici che hai se fai tutto da solo;
  12. “Se studio dal libro passerò sicuramente l’esame” è una stupidata, perché se il professore si basa all’esame sulle informazioni date a lezione che troveresti negli appunti, se studi dal libro dove ci sono informazioni diverse rischi di essere rimandato anche in malo modo;
  13. “Più studio, più prendo voti alti”: non è vero, perché se studio le cose sbagliate non prenderai voti alti, ma più bassi;
  14. “Io non riesco, non sono portato per…”: anche qui, stupidata perché nel 99,9% dei casi se sei uno studente universitario lavoratore che si fa il culo o uno studente lavoratore per le cose che ti servono, per i tuoi traguardi (cioè la laurea, il lavoro, il conciliare il tutto alla perfezione) non ti serve un talento naturale;
  15. “Vivi cogliendo l’attimo” = “pony rosa che volano nel cielo”. Non esiste vivere cogliendo l’attimo, a meno che non vuoi vivere la vita a servizio dei sogni degli altri e rinunciare per sempre ai tuoi.

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Conclusione

Se sei rimasto vivo dopo aver letto questo articolo, ti faccio i miei complimenti!

Probabilmente stai provando un senso di confusione e di smarrimento.

Ti sei reso conto che moltissime cose che da studente lavoratore credevi verità assoluta o che non avevi mai messo in discussione, in realtà sono delle cagate allucinanti.

Tranquillo, è assolutamente normale!

(te l’avevo detto che non saresti stato la stessa persona di quando hai iniziato a leggerlo, ricordi?)

Anch’io ci sono passato almeno 5 anni fa, e so esattamente cosa si prova.

Ma adesso la tua mente è LIBERA da ogni stupidata colossale che rischiava, se lasciata lì, di squartare dall’interno il tuo rendimento e lasciarlo morire dissanguato, mentre andavi incontro ad un misero destino.

Quello di uno studente lavoratore che non riesce ad andare veloce all’Università, e dà la colpa al Sistema Universitario, rimanendo però frustrato senza capire cosa fare per rimediare.

Adesso la tua mente è finalmente depurata da tutte le balle più allucinanti che ti hanno spacciato per verità indiscutibili.

Ed è pronta a passare al prossimo livello…

Eh sì, perché questo lavoro che abbiamo fatto insieme – sì, perché io ti ho guidato, ma tu me lo hai consentito – è stato preparatorio per il miglioramento che da adesso in poi sei in grado di attuare.

Di quale miglioramento sto parlando?

Adesso sei pronto per installare nella tua mente tutte le convinzioni potenzianti che ti faranno diventare un Super Studente Lavoratore!

Sto parlando delle abilità che più volte ti ho citato nell’articolo, che mi hanno permesso di schiacciare violentemente il piede sull’acceleratore, di dare una svalangata di esami con voti sempre più alti, e che mi hanno portato a stringere la mano del mio relatore mentre un 110 e lode condito da grida e applausi faceva tremare le mura dell’aula in cui venivo proclamato Dottore!

Se anche tu desideri ardentemente condividere un destino del genere, e iniziare a riempire il tuo piano di studi di voti che finora hai sempre e solo potuto desiderare, allora la via è una e una sola.

Iniziare a installare nella tua mente tutte le convinzioni potenzianti che ti servono per trasformarti in QUELLO studente lavoratore che è in grado di ottenere QUEI risultati.

E puoi farlo solo con l’unico strumento pensato per far impennare violentemente la tua media di voti ed esami da studente lavoratore.

Ovvero, il Sistema Laurearsi Lavorando!

Grazie al Sistema Laurearsi Lavorando, riuscirai a recuperare tutte le materie che ti sei dovuto lasciare alle spalle in questi anni, e l’Università smettere di essere quella orribile e massacrante palla al piede che non ti permette di essere felice e sereno, qualunque cosa tu faccia.

Una volta che ti impadronirai delle tecniche e strategie che io e Nicola riveliamo al suo interno, riuscirai a fare il botto ad ogni sessione, dando gli esami con una facilità tale che i tuoi stessi colleghi rimarranno a bocca aperta, e inizieranno a chiederti quale tipo di farmaco riesce a provocare in te effetti simili.

Riuscirai a prevedere con largo anticipo la strategia corretta per affrontare al meglio ogni esame universitario, e sarai tu a dominare il professore e l’intera commissione d’esame, e non viceversa – come purtroppo oggi avviene.

Tutto questo, solo se sei disposto a investire una somma di denaro e mettere le mani sulle 96 video-lezioni che cambieranno per sempre la tua vita da studente lavoratore.

Accedi adesso al Sistema Laurearsi Lavorando e cambia per sempre al tua vita da studente lavoratore!

Io il mio dovere l’ho fatto.

Adesso la palla passa in mano a te.

Fai la scelta giusta.

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Ad un futuro degno degli enormi sacrifici che stai facendo

Attilio Cordaro

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