Le 4 differenze fondamentali tra uno studente lavoratore e uno normale

Cos’è che distingue uno studente universitario lavoratore da uno studente universitario NON lavoratore?

Potresti pensare che si tratta banalmente del fatto che uno lavora e l’altro no, o che ci siano al massimo 1, 2 cose che hanno di diverso.

In realtà, ci sono 4 differenze fondamentali tra chi studia e lavora e chi studia soltanto.

E in questo articolo te le mostrerò tutte – seguimi perché se studi e lavori è molto importante che tu le conosca per filo e per segno.

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Le 4 differenze fondamentali tra uno studente lavoratore e uno normale: partiamo dalla prima!

La prima differenza fondamentale sta nella diversa percezione del tempo.

Te ne sarai già reso conto da solo, ma se sei uno studente lavoratore, hai una percezione del tempo totalmente diversa da chi non studia e lavora.

E in particolare, hai una percezione così alta del tempo che quando ne sprechi un pò – e non per tua volontà – ti incazzi come una bestia e spaccheresti in mille pezzi un sacco da boxe per sfogarti.

Ma perché sprecare tempo ti genera questa orribile emozione?

Perché sai che quel tempo che hai perso, nella stragrande maggioranza dei casi, è perso e basta.

Recuperarlo per te, è un casino totale, e in molti casi non è neanche possibile.

Ora, quali sono le situazioni che ti fanno sprecare tempo?

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Sono magari quelle situazioni in cui ti sei preso un permesso dal lavoro per:

  • andare a ricevimento dal professore che non si presenta e non aveva avvisato nessuno;
  • perché avevi deciso di essere presente a lezione una santa volta e il professore l’aveva annullata;
  • perché magari devi presentare un modulo in segreteria e quello stramaledettissimo giorno lo sportello è chiuso perché manca il personale…

Eccetera, eccetera.

E hai ragione a imbestialirti, perché sai che quel permesso preso a lavoro l’avresti potuto utilizzare quando davvero ti sarebbe servito – magari quando saresti stato male oppure quando eri sotto esami – e invece l’hai sprecato.

Se poi sprecare tempo significa, come accade spesso, sottrarlo al monte ore che avresti dedicato allo studio, l’unico modo che hai per recuperare quel tempo – che si traduce in “pagine non studiate e argomenti non fatti” – sarebbe non andare al lavoro.

Ma:

  1. Non è detto tu possa assentarti;
  2. Può darsi che se tu lo faccia, guadagni meno – ed è una cosa che potresti non poterti permettere;
  3. Se anche tu potessi farlo teoricamente, non è detto che praticamente sia possibile, nel senso che magari questo farebbe diventare il tuo datore di lavoro un nemico perché inizierebbe a starti addosso e, alla prima situazione utile, potrebbe farti fuori – dato che magari hai un contratto che non è che ti faccia stare proprio tranquillo, eh!

Al contrario, uno studente universitario NON lavoratore ha così tanto tempo nella sua vita che può tranquillamente permettersi di iniziare una pausa di “10 minuti” davanti alle macchinette con un collega di Università, iniziare a parlare dell’amica che non si fa più sentire, dell’amico che è uscito il sabato sera, si è preso una sbronza e ha tradito la ragazza, della festa di laurea di suo cugino da organizzare…

…e andare avanti per mezz’ora, un’ora…

… fino a quando quella pausa non diventa un’eternità, tant’è che l’ha iniziata a metà mattinata e ora… scatta il bonus “pausa pranzo”!!!

Per uno studente lavoratore come sei tu, la gente così vive nel mondo dei sogni e delle favole, e non ha capito come funziona la vita vera, quella dove ti devi spaccare il culo e darti da fare altrimenti non ottieni nulla di quello che vuoi!

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La seconda differenza fondamentale: il senso del sacrificio

La seconda differenza fondamentale è il senso del sacrificio.

Se studi e lavori, hai rispetto a chi studia soltanto un così alto senso del sacrificio che sai benissimo che traguardi importanti richiedono sacrifici importanti, e sei pronto a farli ogni giorno.

Sei consapevole che ciò che vuoi ottenere si trova almeno 10 se non 100 livelli al di sopra di ciò che la gente comune desidera, e che non esiste nessuna “strada facilitata” che ti permetta di stringere tra le mani ciò che vuoi veramente.

E proprio perché ciò che vuoi ottenere è così grande e importante, hai capito che in qualche modo il sacrificio sarà il tuo compagno di viaggio e hai imparato a conoscerlo fino in fondo e ad amarlo, così com’è.

Uno status, questo, che è più raro trovare negli studenti universitari normali – cioè, quelli che studiano soltanto. Addirittura, alcuni di loro sono geneticamente portati a rifiutare il sacrificio, e a cercare “l’agevolazione” in tutto ciò che fanno, credendo che senza quella non potranno mai arrivare da nessuna parte.

La terza differenza fondamentale: dare il massimo, qui e ora!

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Uno studente lavoratore sa che deve dare il massimo, qui e ora.

Ha capito che se non dà tutto sé stesso in quello che sta facendo nella condizione in cui si trova, fare la stessa cosa tra 1, 2, 5 o 10 anni potrebbe essere troppo tardi.

Ed è questo il sentimento che porta ad esempio gli studenti universitari lavoratori dai 23 ai 26 anni a non uscire durante tutta la settimana, compresi sabati e domeniche, per intere settimane.

Ogni singolo “NO” detto ad un invito, ad un’uscita, diventa un tassellino aggiunto al proprio futuro, alla costruzione di una condizione di vita futura migliore, ad una situazione lavorativa futura migliore, con una consapevole visione del domani, più matura di quella degli altri ragazzi della loro età.

Uno studente universitario NON lavoratore spesso non ha questa visione – ovviamente, non sempre per colpa sua – e addirittura alcuni davanti al sacrificio di non uscire un singolo sabato sera o una domenica dicono:

“Noooo non ce la faccio! Pensare di stare a casa a studiare mentre gli altri escono e si divertono mi fa morire dentro! Ho bisogno di svagarmi sennò muoiooo!!”

Prendendo scuse e raccontandosela, perché fa meno male così.

La quarta differenza fondamentale: fare cose fuori dal comune

La quarta differenza fondamentale è che chi studia e lavora fa cose fuori dal comune.

Se sei uno studente lavoratore, fai cose che gli altri non fanno, e questo perché vivi una condizione che la maggior parte delle persone della tua età non vive.

Da qui non si esce.

Fai cose per cui gli altri ti guardano strano, ti criticano, ti dicono che sei esagerato, ti giudicano.

E questo tuo modo di fare e di comportarti, ti farà inevitabilmente fare dei nemici.

Perché le persone che ti stanno intorno, anche quelle che ti vogliono bene, si sentono in difetto quando ti stanno accanto, perché fai cose che loro non sarebbero disposte a fare.

Sei la proiezione di quello che loro non possono essere, perché non sono disposte a pagare il prezzo che tu paghi ogni giorno, e ogni volta che ti guardano vedono quello che loro non potranno essere se continuano a vivere la vita che vivono.

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Conclusione

In questo articolo abbiamo visto le 4 differenze fondamentali tra uno studente lavoratore – come sei tu o come tu vuoi diventare – e uno studente NON lavoratore.

Capisci bene che per lavorare e studiare contemporaneamente, devi essere uno con le palle quadrate, disposto a dare il massimo e a sacrificarti, e a sfondare il muro di chi magari fino ad oggi ti ha guardato con diffidenza.

Ma, purtroppo, essere delle persone determinate, coraggiose e intraprendenti, come credo che tu sia se sei arrivato fino a questo punto della lettura, non basta.

Dalla mia esperienza diretta da studente lavoratore, ho capito come l’impegno e la determinazione sono condizioni necessarie ma non sufficienti, e non sono in grado di farti laureare velocemente e con voti alti se non affiancate da alcune abilità.

Queste abilità sono in particolare la gestione del tempo, la gestione delle relazioni, la gestione dello studio.

Questo perché devi essere in grado di trarre il maggior numero di risultati possibili dal tempo che hai a disposizione, dato che ne hai meno della metà del tempo rispetto a tutti gli altri e non puoi permetterti di sprecarlo.

Devi gestire al meglio gli altri, le persone che ti circondano, affinché siano per te un punto di forza piuttosto che una fonte di seccature e di problemi.

Devi essere in grado di abbinare le materie tra di loro in modo intelligente per poter dare il maggior numero di esami possibili a sessione prendendo il massimo voto possibile, distribuendo in modo esatto il tempo che hai a disposizione tra le materie che hai scelto di preparare per essere certo che gli imprevisti non mandino all’aria i tuoi piani.

E non puoi fare tutto questo se non hai la giusta mentalità vincente che sorregge queste abilità e che ti permette di vincere le pressioni esterne, che da studente lavoratore sono davvero tante.

Tutte queste sono le abilità che io e Nicola abbiamo sviluppato nel corso del tempo e che ci hanno permesso di concludere nel più breve tempo possibile e con il voto più alto possibile i nostri percorsi universitari, lasciando sbalorditi tutti quelli che il giorno in cui sono stati proclamati Dottori insieme a noi, avevano avuto un voto inferiore pur studiando soltanto.

Queste stesse abilità oggi si trovano all’interno di un Sistema che, se seguito step by step, consente a qualunque studente lavoratore di conciliare studio, lavoro e vita privata in modo efficace e di laurearsi velocemente e con voti alti, anche se ha meno della metà del tempo rispetto agli altri, non può seguire tutte le lezioni e senza mai rinunciare alla sua vita privata e sociale.

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Grazie al Sistema Laurearsi Lavorando, non sarai più costretto ad arrancare materia dopo materia andando lento come una lumaca all’Università, e potrai finalmente prenderti le soddisfazioni nello studio che finora hai sempre e solo potuto desiderare.

“Sì, voglio tutte le informazioni necessarie sul Sistema perché voglio cambiare la mia attuale situazione universitaria!”

Per oggi è tutto, ciao e alla prossima!

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Ad un futuro degno degli enormi sacrifici che stai facendo!

Attilio Cordaro

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