Lavorare e studiare è possibile?

In questo primo articolo del blog risponderò alla “fatidica” domanda che tantissimi studenti lavoratori o futuri tali mi fanno:

“Attilio, ma lavorare e studiare è possibile???”

Seguimi…

Lavorare e studiare è possibile???

lavorare e studiare

So che non vedi l’ora che io ti disveli finalmente la verità e disperda le nubi di incertezza che affollano la tua mente.

E allora eccoti accontentato.

La risposta a questa domanda è….

…. DIPENDE!

Dipende.

Lavorare e studiare e avere ottimi risultati è potenzialmente possibile, MA non sempre e comunque in ogni caso.

E ci sono almeno due diversi motivi per cui non lo è sempre:

1) Devono essere rispettate alcune condizioni SENZA le quali laurearsi lavorando diventa davvero davvero un problema;

2) In generale, ci sono casi, rari devo dire ma esistenti, in cui è praticamente escluso a priori poter lavorare e studiare assieme.

Vediamo insieme questi punti, partendo dal primo!

conciliare studio lavoro vita privata

Laurearsi lavorando è possibile? Sì, rispettando però queste condizioni

Già in passato avevo affrontato lo stesso tema in questo articolo pubblicato sul Blog Ufficiale di Appunti Condivisi (che, se non lo conosci, è il primo portale in Italia che permette la condivisione tra studenti universitari di materiale didattico – appunti, riassunti, domande d’esame, etc. – specifico per Università, Facoltà e Corso di studi).

E lì avevo parlato proprio di 4 condizioni base che, anche se per certi versi “banali”, in realtà NON sempre vengono rispettate dagli studenti lavoratori.

Prima condizione: la serietà

Da quando scegli di lavorare e studiare contemporaneamente, scegli anche di essere uno studente “anormale”.

E, con questo, selezioni come tuo uno stile di vita completamente diverso da chi studia soltanto.

Questo significa che:

  • hai una routine stabile e rigida, che non può essere rivoluzionata da zero se non per un motivo ben preciso e altrettanto importante;
  • non puoi sciupare tempi come pause pranzo o cene per parlare al telefono con l’amico o la cugina a spettegolare o raccontarvi l’ultima puntata della vostra serie TV preferita, ma sfruttare anche quei momenti per studiare anche se nel frattempo mangi;
  • le uscite con i tuoi amici spesso si interrompono con “ragazzi, io vi saluto: è già tardi per me”, facendo nascere sguardi indiscreti dei tuoi amici che iniziano a romperti le palle per rimanere, alcuni pure arrabbiandosi – come se a te piacesse smettere di divertirti, tornare a casa, andare a dormire per poi l’indomani lavorare e studiare.

E cose di questo tipo.

Ora, proprio perché si tratta di uno stile di vita che la maggior parte degli studenti universitari normali NON fanno (e, parliamoci chiaramente, NON sarebbero neanche disposti a fare!), è più facile tendere a NON rispettarlo per evitare di essere esposti a pressioni, malumori, tensioni, dispiaceri, frecciatine da parte dei tuoi amici, parenti, genitori e altre persone che ti circondano, scendendo a compromessi con loro, che scegliere di ignorarli del tutto.

Se non fosse che quando decidi di sacrificare quello stile di vita che sai che potrebbe farti ottenere i risultati che vuoi e trascuri te stesso e le tue regole, senti quell’orrendo nodo in mezzo al petto.

Perché sei consapevole di stare barattando il compiacimento degli altri con il raggiungimento dei tuoi obiettivi.

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Dicendo di SI agli altri dici NO ai tuoi obiettivi

Sì, stare un pò di più con i tuoi amici significherebbe, d’altronde, stare fuori SOLO 3 ore in più…

…MA non è solo “le 3 ore” in generale!

Sono 3 ore tolte al sonno, alla concentrazione e, in fin dei conti, principalmente allo studio (dato che se le togliessi al lavoro a vantaggio dello studio, verresti probabilmente licenziato o non guadagneresti abbastanza per campare o cavartela senza problemi).

Se vuoi raccontartela perché fa oggettivamente male e non sei disposto a ingoiare il cucchiaino di merda che ti sei ficcato in gola da soli, è ok.

Libero di farlo.

Ma se vogliamo essere onesti, non ci schiodiamo da qui.

Ecco perché la serietà, il prendersi proprio sul serio, l’essere rigidi e NON auto-sabotarsi per compiacere gli altri diventa una delle condizioni di base per poter pensare di lavorare e studiare e conciliare studio, lavoro e vita privata in modo efficace.

Ma andiamo alla seconda condizione…

Seconda condizione: aumentare il valore del proprio tempo

valore del tempo

Da studente lavoratore ti sei forse già reso conto che per lavorare e studiare senza impazzire c’è un grande problema da affrontare fin da subito.

Ed è la mancanza di tempo.

Non ci sarà mai abbastanza tempo per studiare tutto ciò che dovresti, per dormire abbastanza, stare abbastanza tempo con i tuoi amici storici e fare nuove amicizie, per stare con la tua ragazza o ragazzo, passare del tempo con la tua famiglia e vivere tranquilli…

Ti mancherà sempre tempo.

Il paradosso?

Prima di iniziare a lavorare e studiare non sentivi questo problema.

Magari ne avevi moltissimo di tempo e, diciamoci la verità, è probabile che molto lo impiegavi in attività che avevano senso quando le facevi, ma che oggi guardandoti indietro ti sembrano così inutili che ti viene rabbia a pensare che ci sei stato dietro.

E ti danni per questo.

Se non riesci a perdonarti da solo per averlo fatto, lo faccio io per te: ti perdono.

E’ vero il detto:

“Una cosa la apprezzi veramente quando poi ti viene a mancare”

Sapessi quanto anch’io mi sono trovato a non apprezzare il vero valore di qualcosa e di farlo solo quando ormai era troppo tardi!

Ma si tratta della cruda e sacrosanta verità.

Da studente lavoratore, ricercherai il tempo come un disperato, come un mendicante che cerca qualcuno che gli dia da mangiare o i soldi per comprarlo, e avrai la matematica certezza di non arrivare tutto ciò che vorresti fare…

…a meno che non impari fin da subito a gestirlo al meglio per cercare di trarre da ogni singolo minuto il maggior valore possibile.

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Ma ti freno subito: se pensi che “basta sapersi organizzare” per lavorare e studiare contemporaneamente come pensano alcuni studenti lavoratori che hanno avuto magari qualche risultato all’Università, stoppati immediatamente.

Per saper gestire il tempo, devi conoscerne e impararne i principi e le leggi che lo regolano (perché, a differenza magari di ciò che pensi attualmente, gestire il tempo è in realtà una vera e propria scienza e, come tale, va imparata, coltivata ed accresciuta).

E solo dopo potrai dominarne le più avanzate strategie per fare in modo che ti permetta di aumentare il numero delle attività che compi ma, soprattutto, la qualità di quello che fai.

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Terza condizione: la costanza nello studio

Come ti dicevo delle righe fa, se non riesci a seguire delle regole rigide (perché farlo, per esempio, ti espone al giudizio degli altri – che spesso non ti senti di affrontare) oppure non sai semplicemente gestire il tempo, allora è molto probabile che tutto ciò andrà a discapito dello studio.

Come lo so?

Ti ci faccio arrivare da solo.

Qual è l’unica cosa che ti sembra sacrificabile tra lavoro, studio e vita privata che NON ti dà una delusione immediata nel giro di poche ore?

Esatto.

Tra le 3 cose che ti ho detto è lo studio.

E infatti, non è che se non studi per uno o due giorni di fila o studi molto poco, sarai rimandato o ne soffrirai le conseguenze negative già per i giorni successivi!

Ne soffrirai le conseguenze, stai sicuro.

Ma i danni non si noteranno subito, ma a breve e medio termine.

E’ chiaro che però tra le tre, è lo studio che ti sentirai di mettere in discussione.

Il problema di questo?

Che la mancanza di costanza ti farà andare fuori corso nel giro di qualche anno, se non addirittura mese.

O forse lo ha già fatto.

Ci sono in particolare due diversi casi in cui tu puoi essere:

1) Se hai già iniziato a lavorare e studiare contemporaneamente, non lo fai “tanto per dire” e hai la testa sulle spalle, NON essere costante nello studio:

– ti farà sentire in colpa perché trascuri un’area importante della tua vita e, di conseguenza, un traguardo che ti sei prefissato di raggiungere;

– riconoscerai la tua colpa personale per aver trascurato gli studi (cosa buona e giusta) ma siccome farà male ammettere di avere la colpa totale di alcune scelte, tenderai anche inconsapevolmente a identificare le persone che ti hanno indotto in situazioni che ti hanno fatto togliere tempo ai libri come le cause principali dei tuoi risultati negativi all’Università (cosa assolutamente sbagliata – ma non ne hai colpa: la cultura italiana di cui sei affetto è una cultura del “mancato riconoscimento delle responsabilità”);

– questo ti porterà ad isolarti ancora di più e a iniziare a vedere sempre meno amici e persone a cui tieni con la consapevolezza che questo ti porterà a studiare meglio e in modo più focalizzato e, alla lunga, ad essere soddisfatto dei tuoi risultati;

– ma presto inizierai a sentirsi arido e infelice dentro perché non vedi e parli più con nessuno delle persone che ti circondavano prima e a cui tenevi e – riproponendo lo stesso meccanismo che ti ho detto sopra – identificherai lo studio come la causa principale della tua frustrazione e infelicità;

– inizierai, quindi, a odiare il fatto di studiare, manifestando allo stesso tempo una repulsione nervosa ma, allo stesso tempo, lo studio è sempre e comunque un obiettivo che desideri ottenere – un vero rapporto di odio e amore;

– e allora penserai “beh, forse è così che uno studente lavoratore deve vivere: isolato da tutti e infelice, almeno fino a quando quantomeno non concluderà gli studi!”;

– solo che presto ti renderai conto che tagliare ponti con tutti per 3 anni consecutivi (durata minima di una triennale) NON è fattibile e che non puoi fare tutto da solo anche se sei solo, e inizierai a chiederti: “ma… lavorare e studiare è davvero possibile???”;

E atterrerai su questo blog che ti salverà la vita per sempre 😉

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Non credo di essermi sbagliato molto su ciò che stai provando.

Perché l’ho passato anch’io in prima persona da studente lavoratore e so quali sono gli sconvolgimenti emotivi che un altro studente lavoratore si trova a dover vivere.

(solo tra di noi possiamo capirci)

2) Se invece non sei ancora uno studente lavoratore ma stai per o intendi diventarlo…

Vale esattamente quello che ti ho scritto prima, ma posticipato nel tempo a partire dal giorno che inizierai a lavorare.

Non ci si muove da lì.

Tutta vita vissuta, caro mio!

Ma andiamo alla quarta condizione necessaria per lavorare e studiare

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Quarta condizione: una ragione forte che ti spinge a studiare e lavorare

Sì, hai letto bene.

E’ fondamentale avere una forte motivazione che ti sale dallo stomaco fino a bruciarti in mezzo al petto per laurearsi lavorando.

E non sto parlando di quella cazzata lì di cui parlano pseudo-fuffa-coach sulle tecniche di memoria, lettura veloce, apprendimento rapido e metodo di studio per studenti universitari.

Questa è gente che ti fa ballare per motivarti e farti sentire emotivamente a posto in quel preciso istante.

Solo che dopo un’ora di ballo di gruppo, di saltelli ed entusiasmo brasiliano, torni a casa ed è tutto punto e a capo.

La cosa che non ti dice nessuno è che proprio NESSUNO può motivarti a studiare.

Nessuno.

Neanche io e nemmeno Nicola.

E perché?

Perché la motivazione NON può provenire dall’esterno.

La motivazione è un fattore endogeno, cioè che proviene dall’interno.

Da te.

Capiscila ‘sta cosa.

Ognuno ha le sue motivazioni che lo spingono a fare quello che fa.

E che gli permettono di dare davvero il massimo, anche se tutti credono il contrario.

Nel caso mio e di Nicola, è stato un forte senso di indipendenza, a livello personale ed economico, che ci ha spinti a studiare e lavorare contemporaneamente.

Proveniamo da famiglie di operai e impiegati del tutto modeste ma in cui non ci è mai mancato nulla.

E anche non lavorando, avremmo potuto studiare all’Università SENZA compromettere gli equilibri finanziari della famiglia.

Eppure…

Abbiamo scelto di lavorare e studiare contemporaneamente per guadagnarci da soli qualcosa di nostro.

Dei soldi, la possibilità di non chiederli a loro, la volontà di poterci permettere libri, corsi, e qualche svago, senza gravare sulle spalle dei nostri genitori o tirare la loro giacchetta a fine mese e costringerli a sborsare quattrini.

Abbiamo sempre voluto essere indipendenti.

E da quando lo abbiamo deciso, lo siamo diventati.

Devi trovare la tua motivazione che ti spinge a studiare e lavorare contemporaneamente.

Che sia valida, forte, significativa.

Sarà quella a trainarti, a spingerti a dare di più, a non mollare, anche nei momenti più duri da sostenere.

Ora, premesso tutto quello che ti ho detto, ci sono dei casi in cui anche se sei uno studente lavoratore cazzuto, determinato, hai una forte ragione che ti anima e hai fame di studiare, e quindi sussistendo tutte e 4 le condizioni di base che abbiamo visto finora insieme, in realtà lavorare e studiare NON è possibile.

Lavorare e studiare: quando è praticamente IMPOSSIBILE?

lavorare e studiare quando e impossibile

Non è possibile laurearsi lavorando quando sei uno studente lavoratore e hai un lavoro che ti impegna per 13/14 ore di fila, ogni singolo giorno della settimana – tranne magari la domenica.

Sì, esistono questi lavori.

E non mi sto riferendo ai full time, per cui ti dico subito che è assolutamente possibile lavorare e studiare senza farsi venire un embolo al cervello.

(anche qui: vita vissuta, ho fatto l’agente assicurativo e andavo in giro a vendere contratti da migliaia di euro facendo porta a porta e studiando Giurisprudenza, riuscendo a laurearmi velocemente e con voti alti!)

>> Come ho fatto? Acquisendo delle abilità. Le stesse che stanno già aiutando migliaia e migliaia di studenti lavoratori italiani a conciliare studio, lavoro e vita privata per laurearsi velocemente e con voti alti, di cui puoi impadronirti acquistando il Sistema Laurearsi Lavorando. Clicca qui per accedere! <<

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I lavori per cui è impossibile laurearsi lavorando sono quelli così lancinanti e strazianti che la sera, quando arrivi a casa, riesci a malapena ad aprire la maniglia della porta di ingresso e buttarti nel letto a dormire.

Ora, in questi casi, la tua giornata “tipo” è composta appunto dal 95% dal lavoro e dalle ore di sonno, oltre che da pranzi e cene fatte al volo.

Punto.

Nient’altro.

E capisci bene che se magari hai valutato ANCHE di inserire lo studio nella tua routine mentre svolgi questo tipo di lavori…

… sono io quasi a pregarti di NON farlo, e spingerti a riguardati e preservare la tua salute fisica e mentale!

Semmai, il consiglio che mi sento di darti è che se lo studio è davvero un obiettivo a cui tieni e aspiri a laurearti da studente lavoratore, allora potresti seriamente valutare di cambiare lavoro.

Scegliere un full time.

In modo tale da studiare e lavorare contemporaneamente senza farti saltare i nervi ed essere portato con una camicia di forza nel Centro di Sanità Mentale più vicino.

E tu mi dirai:

“Sì, ma così guadagno di meno!”

Certo, lo so benissimo.

E’ per questo che devi riflettere.

E in particolare chiederti: è meglio guadagnare 200€ in più oggi ma rinunciare ad un obiettivo importante della mia vita come la laurea o stringere di più la cinghia ma studiare e migliorarmi, evitando di posticipare al 2000MAI uno dei traguardi che voglio raggiungere con tutto me stesso?

Fatti questa domanda.

E’ una scelta ponderata, in cui ci sono tanti fattori che possono venire in gioco (il fatto che magari sei anche sposato, o hai addirittura dei figli, e quindi responsabilità diverse di cui devi tener conto).

Ma quello che mi sento di dirti è: non vivere mai nell’ombra di te stesso.

E sii pronto a scegliere la via meno agile e battuta SE può farti sentire realizzato.

Conclusione

Adesso hai chiaro quali sono le condizioni di base per lavorare e studiare e quando ciò non è possibile (e perché).

Sappiamo che ogni decisione nella tua vita da studente lavoratore può essere piena di insidie, dubbi e paure.

Io, Nicola, a nostra volta le abbiamo vissute da studenti lavoratori una per una.

Ma la cosa che ci ha salvato di più è stata seguire dei modelli.

Persone che avevano avuto i risultati che noi volevamo raggiungere, in modo tale da vederli e mettere in campo tutte quelle azioni che ci permettessero di replicare i nostri stessi risultati.

Da imprenditori siamo stati molto fortunati, perché c’erano già dei maestri, dei mentori, che ci hanno illuminato – e che ci illuminano tutt’ora – la strada.

Ma da studenti lavoratori non abbiamo trovato nessuno che potesse mostrarci la retta via.

Abbiamo dovuto fare tutto da soli.

Ingegnarci, cercare e sviluppare delle soluzioni ad hoc per conciliare studio, lavoro e vita privata.

Ed è così che abbiamo sviluppato, studiando ogni singolo giorno durante tutto il nostro percorso universitario, delle abilità particolare.

Abilità slegate da nostri talenti o predisposizioni naturali, ma fatte di competenze concrete che avevamo nel corso del tempo sviluppato, affinato e applicato per lavorare e studiare contemporaneamente in modo efficace ma SENZA MAI rinunciare alla nostra vita privata e sociale.

E’ così che abbiamo creato nel corso del tempo, un Sistema oggettivo, matematico e analitico che ci ha permesso di laurearci velocemente e con voti alti, anche se avevamo la metà del tempo rispetto a tutti i nostri colleghi di corso non lavoratore e anche se non potevamo seguire tutte le lezioni.

Un Sistema chiamato Laurearsi Lavorando

Un sistema che permette a qualsiasi studente lavoratore, a prescindere da quale sia la sua attuale situazione di partenza, di conciliare studio, lavoro e vita privata alla perfezione, replicando i nostri stessi risultati.

E che è accessibile a tutti gli studenti universitari lavoratori pronti ad investire tempo, energie, soldi e impegno per rivoluzionare in positivo una volta per tutte la propria vita.

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In questo modo, chiunque studi e lavori contemporaneamente ha già una traccia pronta da seguire step by step per raggiungere i risultati universitari che finora ha sempre e solo potuto desiderare, senza però subire le sofferenze che noi abbiamo vissuto al posto suo.

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Per oggi è tutto, ciao e alla prossima!

Ad un futuro degno degli enormi sacrifici che stai facendo

Attilio Cordaro

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